AGROALIMENTARE, IL FUTURO STA NELLA QUALITÀ

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Al Festival dell’Agricoltura di Bressanvido (VI) tavola rotonda sull’evoluzione di DOP, IGT E STG. con Denis Pantini di Nomisma, Alberto Menghi di CRPA e Franz Mitterrutzner di Latterie Vicentine.

Bressanvido, 5 ottobre 2015 – Qual è il trend di mercato dei prodotti DOP, IGP e STG in Italia e nel mondo, quali i canali di vendita, quanto incide la querelle delle quote latte, il libero scambio, senza dimenticare la questione europea del latte in polvere e l’importanza e la valorizzazione del Made in Italy? Sono i temi su cu si è vivacizzato il dibattito a Bressanvido venerdì 2 ottobre, durante il Festival dell’Agricoltura, al convegno “Il futuro dei prodotti agroalimentari di qualità“. Ad ospitare l’evento la sala conferenze del più grande polo di Asiago DOP, quartier generale della cooperativa Latterie Vicentine, leader nella produzione di latte e derivati.

Sono intervenuti Denis Pantini, direttore Area Agricoltura e Industria Alimentare di NOMISMA S.p.A., Alberto Menghi, ricercatore del settore Economia Agraria di Fondazione CRPA e il direttore generale di Latterie Vicentine, Franz Mitterrutzner, esperto in marketing alimentare internazionale. Ha moderato Mimmo Vita, presidente UNAGA-FNSI (i giornalisti agroalimentari italiani) e responsabile dell’Ufficio Stampa di Veneto Agricoltura.

L’appuntamento rientra, come detto, nel ricco programma della I edizione del Festival dell’agricoltura (30 settembre – 4 ottobre), promosso dal Comune e dalla Proloco di Bressanvido, con il patrocinio della Regione Veneto e Veneto Agricoltura; l’obiettivo, creare un evento all’interno della Festa della Transumanza per valorizzare il mondo agricolo, settore trainante per il territorio di Bressanvido.

Durante il convegno sono stati analizzati i trend di mercato dei prodotti DOP, IGP e STG in Italia e nel mondo, i canali di vendita, la questione delle quote latte, il libero scambio, senza dimenticare la questione europea del latte in polvere, e l’importanza e la valorizzazione del Made in Italy.

Denis Pantini si è soffermato sulle prospettive dei prodotti di qualità alla luce dei nuovi scenari evolutivi. 1274 sono i prodotti europei DOP e IGP, 275 quelli italiani di cui 36 veneti suddivisi in 18 DOP, 18 IGP e 1 STG (la mozzarella): numeri significativi di un settore decisamente in crescita, in particolare quello delle DOP dei formaggi, maggiormente concentrate nella Regione Veneto.

La tenuta e lo sviluppo economico di molti territori italiani sono collegati al successo dei prodotti di qualità Dop e Igp che affondano le loro radici storiche e produttive in filiere agricole circoscritte a definite aree del Paese. In particolare, i prodotti lattiero-caseari rappresentano le principali produzioni sia per quanto riguarda i volumi che i valori economici collegati, tanto che la metà del latte vaccino prodotto in Italia finisce in queste filiere di qualità. E’ quindi fondamentale comprendere le evoluzioni e i fattori di cambiamento che stanno influenzando

il mercato italiano ed internazionale di queste indicazioni geografiche, al fine di identificare sia gli ostacoli che le prospettive che attendono i produttori per i prossimi anni.

Le principali problematiche che emergono oggi – ha spiegato Pantini – sono legate ai canali di vendita dove la GDO ha di fatto il controllo sul mercato. Il 70% delle vendita appartiene a questo canale che negli ultimi anni ha visto crescere i fatturati anche grazie alle DOP, fino a divenire un’interessante piattaforma per l’esportazione, a scapito dei singoli produttori che non hanno potere contrattuale in merito.”

Altro aspetto da sottolineare, ha concluso Pantini, sono le prospettive future di vendita nei Paesi emergenti nei i quali è stato riscontrato negli ultimi anni un crescente consumo di proteine animali, in particolare i formaggi. Un trend positivo solo per aziende strutturate che possono investire nei trasporti, nella ricerca di mercato e nella comunicazione. Skill impensabili per i piccoli produttori.”

Negli ultimi dieci anni sono state riscontrate le chiusure di numerosi piccoli allevamenti – 1000/1300 stalle all’anno – che hanno influenzato negativamente il dato occupazionale e l’indotto. Con l’intervento del ricercatore Menghi la discussione si è spostata sulla situazione economica delle aziende da latte del territorio e le prospettive future.

Il mercato del latte italiano sta attraversando da diversi mesi una forte crisi di prezzo del latte alla stalla – spiega Menghi. Ma gli andamenti dei prezzi da soli non vogliono dire nulla se non vengono messi in relazione con i costi di produzione necessari per produrre latte. Negli ultimi anni vi sono stati diversi picchi a rialzo del prezzo e altrettanti punti di minimo o crisi. In una situazione di questo genere gli allevatori che seguono i ritmi di vita delle bovine si trovano in enorme difficoltà di tipo ciclico e con pochi strumenti per contrastare questi fenomeni.”

Per questo motivo – prosegue Menghi – che da oltre un decennio il CRPA in collaborazione con APROLAV effettua il monitoraggio dei costi di produzione e della redditività delle aziende da latte in un campione costante di aziende venete. I risultati di queste analisi saranno la base per inquadrare la situazione economica delle aziende da latte del territorio e le prospettive future inserite nel contesto internazionale.”

In chiusura il direttore di Latterie Vicentine ha portato l’attenzione ancora una volta sull’importanza della tutela e valorizzazione delle DOP e IGT a livello di governance.

E’ indubbio che le DOP siano il portabandiera del Made in italy nel mondo, prodotti attraenti per immagine ed eccellenza. Purtroppo è un dato di fatto la mancata marginalità da parte dei produttori e delle aziende che trasformano la materia prima, a causa del controllo assoluto della GDO. Credo si debba riformare la legislatura, in particolare la normativa 526. È necessario che le regole della governace vengano ridiscusse per dare più potere ai Consorzi di tutela delle Dop.

La denominazione di origine protetta è un marchio attraente, differenziante, credibile e difendibile e quindi gode di tutti i requisiti per un posizionamento distintivo presso i consumatori. Ma è altrettanto necessaria una comunicazione adeguata, costante nel tempo. Di sicuro le aziende non hanno budget a disposizione per efficaci investimenti pubblicitari ma i consorzi dovrebbero usufruire dei fondi che l’Europa mette a disposizione.”